Ragazzi, ci è voluto un sacco di tempo, ma alla fine anch’io sono arrivato a questo, eh?

E’ sorprendente per me pensare che ho iniziato a lavorare su questo articolo quasi 3 mesi fa e, allora, era sul perché non avevo nessuna intenzione di lasciare Canon, nonostante qualche motivo per considerare almeno la possibilità ci fosse. Perché sebbene io ami la mia attrezzatura Canon, è qualche anno ormai che sono sempre più insoddisfatto con le scelte e i prodotti del marchio, al punto da aver considerato uno switch già un paio di volte in passato.

Ma ho sempre deciso di non farlo, finora.

Cos’è che non andava?

Beh, la sensazione era che con Canon tutto fosse diventato un compromesso, dalla selezione di ottiche, che personalmente trovo limitata, deludente ed eccessivamente costosa – la lineup per APS-C è particolarmente esemplificativa, in quanto Canon non ha realizzato nessun obiettivo per questa se non gli zoom a diaframma variabile da kit, e dopo anni di nulla hanno deciso semplicemente di lasciarla del tutto in mano a marchi esterni (Tamron e Sigma) – ai corpi macchina, che col tempo perdono features anziché acquisirne – sempre più spesso Canon rimuove capacità dalle macchine prosumer, trasformandole in esclusive dei modelli professionali per incoraggiare l’acquisto di questi ultimi, contrariamente alla pratica comune di introdurre nuove features nelle macchine professionali e poi renderle comuni sui modelli più economici nelle iterazioni successive.

Sono esempi perfetti di queste pratiche la R6, che manca del tutto della possibilità di salvare modalità di scatto personalizzate (i banchi C) per funzioni video, cosa che sulla precedente EOS R era possibile; o la R6II, una macchina che non può registrare video in formato ALL-I nonostante il suo prezzo di circa 2000€, altra capacità che EOS R aveva, tra l’altro.

E non sono solo io a lamentarmene infatti, questo comportamento è così noto e riconosciuto da essere indicato con il nome di Canon’s ‘cripple hammer’ (il martello azzoppante di Canon), ed è una barzelletta triste nel settore da diverso tempo, mentre non posso dire di aver mai visto nessuno dei competitor nemmeno provare a fare una cosa del genere.

Quindi non penso di essere troppo severo quando dico che trovo difficile fidarmi del brand Canon.

Vista dall'alto di Canon R6
Vista dall’alto di Canon R6

Perché non ho cambiato prima, allora?

Come dicevo, mi piaceva l’attrezzatura che avevo e alcune delle sue caratteristiche, così come i risultati che riuscivo a ottenerne, e provavo un attaccamento emotivo, ero affezionato alle mie macchine e le mie lenti. Speravo poi, sinceramente, che prima o poi Canon leggesse la stanza e cambiasse rotta, dandomi qualcosa per la quale valesse anche la pena rimanere.

Allo stesso tempo, ero intimidito dalla prospettiva di dover imparare a lavorare con un sistema diverso e alterare il mio workflow, per non parlare dei soldi che avrei perso effettuando un cambio.

Quindi volevo che Canon mi piacesse.

Ma più lavoravo a questo articolo, più diventava ovvio: stavo cercando di trovare scuse per giustificare Canon, e non ne trovavo.

E con questo non voglio dire che i loro prodotti facciano schifo e tu non debba comprarli, né che siano necessariamente peggiori di quelli della concorrenza. Quello che sto dicendo è: ciò che offrono non incontra più le mie necessità né i miei migliori interessi. Né se parliamo di valore (inteso come caratteristiche in rapporto al prezzo), né se parliamo di opzioni, né quando si parla di qualità, per la maggior parte dei casi.

Opzioni di registrazione video di Canon R6II
Opzioni di registrazione video di Canon R6II

Cosa c’entra tutto questo con R6V?

La R6V è lo sfortunato passante che attraversa la strada nel momento sbagliato e viene investito, suppongo. Il suo problema è quello di essere l’ultima uscita di Canon, e di conseguenza, un buon metro di giudizio per valutare la direzione in cui il marchio intende muoversi.

Ed è la solita storia. E continua a non piacermi.

Si tratta di un’altra camera per la quale non c’era una particolare necessità, e peggio, avrebbe potuto esserci se non fosse afflitta da compromessi proprio sulle funzionalità più rilevanti per il tipo di utilizzo al quale è mirata. E lo stesso discorso vale per la nuova ottica, il 20-50mm f4, a mio parere.

Canon R6V con RF 20-50mm F4L IS USM PZ
Canon R6V con RF 20-50mm F4L IS USM PZ

Cosa fare quindi?

Beh, ha dirla tutta sono andato avanti: ho cambiato marchio – potrai vedere da solo i risultati attraverso i miei prossimi lavori, e ho intenzione di dare un seguito a questo articolo con un altro, dove ti parlerò di come ho scelto su che marchio spostarmi e della mia esperienza dopo aver cambiato rispetto a quella con Canon – ma posso dirti già da adesso che, effettivamente, ho risolto un sacco di problemi e più passano i giorni e più sono contento della mia scelta.

Ora vorrei sentire da te! Hai mai cambiato da un marchio a un altro? Perché l’hai fatto o perché no? E come è andata la tua esperienza?

Raccontami tutto qui sotto!


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *