Ciao e benvenuto, oggi voglio parlarti di prop.
Quando, come e perché si usano, come sceglierle, dove trovarle, insieme alle mie opinioni ed esperienze personali al riguardo.
Ma partiamo dalle basi.
Cos’è una prop?
Un o una prop è un elemento accessorio su un set, che sia mobile e non faccia parte di un outfit né dell’ambiente.
E’ facile riconoscerle nei film: l’unico anello ne Il Signore degli Anelli? Quello è una prop. Le pillole che Morpheus offre a Neo in Matrix? Prop! Le spade laser in Star Wars? Anche quelle sono prop.


Ma si utilizzano anche in fotografia, e ti potrà capitare facilmente di vedere specchi o macchine fotografiche utilizzate in questo modo.


Un mazzo di fiori, una penna, un telefono, un’automobile: moltissime cose possono essere prop e vengono utilizzate in questo modo.
Si, ma a che servono?
Volendo essere criptici, basterebbe dire che servono (perlopiù) a fare storytelling.
Ma cosa vuol dire? Vuol dire che sono uno strumento utile a raccontare una storia. Ma è più semplice mostrartelo, quindi ti faccio un esempio.
Immagina di avere un modello o un attore seduto a un tavolo, e nient’altro. Un po’ scarno come scenario, spero che concorderai.
Ora, mettiamo un telefono sul tavolo e immediatamente il nostro talento sta aspettando una chiamata. O magari è lui a dover fare una telefonata e non vuole, o sta aspettando il momento giusto. O ancora, potrebbe non esserci nessun telefono, ma carta e penna invece, e il nostro talento sta scrivendo qualcosa.
Vedi cosa succede?
Attraverso le prop stiamo costruendo uno scenario, intorno al nostro talento, creando possibilità per situazioni ed eventi e, in generale, perché una storia si svolga.
Se vogliamo essere più pratici potremmo dire così: una prop serve a comunicare informazioni sul contesto, l’ambiente, il personaggio o l’azione che stiamo mettendo in scena.
E sono sempre necessarie?
E’ una buona domanda. Per me la risposta è no.
Se è vero che le prop sono spesso fondamentali in lavori editoriali come la fotografia lifestyle e ritrattistica in generale, è vero anche che troveranno molto meno spazio in lavori commerciali come la fotografia di fashion, beauty o di prodotti.
Questo dipende dall’obiettivo del progetto.
Se ti sto vendendo una macchina, è probabile che io non voglia che la tua attenzione sia attirata da qualcos’altro nell’inquadratura. D’altro canto, se sto scattando un ritratto per qualcuno, potrebbe essere meglio mostrarlo mentre fa qualcosa che gli piace o lo rappresenta, e questo implicherebbe delle prop.
E’ importante, in ogni caso, chiarire che non ci sono regole ferree al riguardo, per cui ti presenterò un’eccezione fra pochissimo.
Ribaltare i ruoli
Una cosa che accade nella fotografia commerciale e di prodotti è il ribaltamento dei ruoli, dove quello che comunemente sarebbe una prop diventa il soggetto. Parlo di una pubblicità per un orologio da polso o un cellulare ad esempio: ecco, in questi casi non parliamo più di prop, a meno che non ne vengano incorporate altre.
Prendo quindi in prestito questo scatto di Kyle Cong per evidenziare 3 cose:
- la modella non è il soggetto, le cuffie sono il soggetto
- il telefono che la ragazza ha in mano è una prop
- il telefono prop non è un errore, perché non va in conflitto con il soggetto ma invece lo rinforza, rendendo l’immagine finale più forte ed efficace di come sarebbe altrimenti.

Ora, come si sceglie una prop?
Scegliere una prop e trovare un modo di integrarla nel proprio lavoro può essere qualcosa di semplicissimo e naturale, o totalmente l’opposto, e questo dipenderà da diversi fattori.
Nel caso di un ritratto, potrebbe bastare chiedere al soggetto e vedere cosa gli piace e lo rappresenta di più.
In un editorial fashion, potrebbe trattarsi di trovare un elemento di contrasto che faccia risaltare di più lo styling.
Si torna a qual è l’obiettivo, per cui il mio consiglio è sempre di partire da quello.
Ti serve più colore? O che un personaggio susciti una particolare impressione? Qual è il messaggio che questo lavoro deve trasmettere?
Sono tutte ottime domande da cui partire per iniziare a scegliere le tue prop.
Un suggerimento personale
Potrà capitarti, prima o poi, di trovarti a voler usare una prop semplicemente perché ti piace, o perché è bella. Non c’è niente di sbagliato in questo MA, se lo fai, ti consiglio di tenere sempre a mente l’impatto che questo potrà avere sul progetto.
L’esempio più semplice per mostrarti come questo possa essere più importante di quanto pensi è la ritrattistica storica o culturale. In lavori di questo tipo è fondamentale assicurarsi che le prop siano accurate per il periodo storico e/o la cultura che si intende rappresentare, tanto quanto lo styling e tutto il resto. Se la prop che ti piace lo è: fantastico, utilizzarla potrebbe portarti a realizzare uno shoot ancora migliore! Ma se non lo fosse, sarebbe una scelta intelligente tenerla da parte per un’altra occasione. Soddisfare sé stessi un po’ di più non vale mai il rischio di rovinare uno shoot.
Trovare le prop
Data la loro natura, una prop potrebbe chiaramente essere dovunque e qualunque cosa. Partendo dalle verdure al supermercato, che Juan Pablo Viades usa spesso, ai mercatini dell’usato, ad attività specializzate nel prop-making, e qualcuno potrebbe persino scegliere di farsele da solo.
Da un punto di vista professionale, il modo più semplice che hai di procurarti qualcosa è spesso il migliore. Certo, la qualità potrebbe essere un fattore da considerare nella scelta, ma potrebbe anche non esserlo. E per un appassionato, d’altro canto, o qualcuno con un budget ridotto, il modo più economico potrebbe essere il migliore.
Ti offro due consigli:
- non spendere più del necessario: se sai che una prop sarà fuori fuoco, in secondo piano, parzialmente nascosta, o una qualunque combinazione di queste cose, probabilmente non ti servirà che sia perfetta;
- non puntare tutto su un unico cavallo: è buona pratica procurarsi più prop del necessario, così da avere una scelta più ampia, e un backup nel caso qualcosa non funzionasse come previsto, o semplicemente ti trovassi a cambiare idea rispetto al piano originale.
La mia personale esperienza
Personalmente, a me le prop piacciono tantissimo, e cerco di usarle il più possibile.
Essendo i miei lavori per lo più editoriali personaggio-centrici, solitamente mi è facile integrarle. Mi affido alle prop per definire meglio i personaggi che sto rappresentando, per mostrare qualcosa in più su di loro e la loro storia. Le prop mi sono anche utili ad integrarli nei mondi a cui appartengono, rendendo tutto più credibile e più vero.
Prendiamo questo scatto, ad esempio.

La figura misteriosa (Destiny) ha un outfit particolare ed è immersa in un ambiente sicuramente caratteristico, ma non ci dice ancora molto, non credi? Questo ritratto non ci dice chi questa persona sia.

Qui lo stesso soggetto imbraccia una balestra. Questo non risponde alle nostre domande, anzi, ce ne fa solo porre di più, ma lo fa IN UNA DIREZIONE SPECIFICA.
Perché questa persona è armata?
Anche il modo in cui un personaggio interagisce con la prop ci dà delle informazioni. Qui, per esempio, vediamo che non sembra avere alcun timore di usare l’arma che imbraccia.
QUESTA è la bellezza delle prop. E il significato del termine VISUAL STORYTELLING, in un certo senso.
Puoi vedere i retroscena sullo shoot di Destiny QUI.
E l’intero shoot QUI.
E tu cosa ne pensi delle prop? Belle? Inutili? Hai un’opinione controversa? Mi piacerebbe molto sentirla!

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